
Buona serata,oggi scrivo della tragedia di Marcinelle, avvenuta l’8agosto di 68 anni fa. Ne parlo con immensa tristezza, io all’epoca non c’ero, ma il mio caro papà ha fatto parte delle squadre di soccorso. Mi raccontava che faceva molto caldo quel giorno al Bois du Cazier e c’era un forte e acre odore di fumo e di morte. I soccorritori fecero veramente tutto il possibile per cercare di salvare i minatori intrappolati sotto la frana. Cercarono di scavare una galleria sotterranea parallela alla miniera per poterli raggiungere, ma fu tutto inutile. Solo pochi riuscirono a salvarsi. Le donne e i bambini attendevano i mariti e i papà fuori dai cancelli chiusi della miniera. Gridavano, piangevano, mi diceva il mio papà. Erano passati tanti anni da allora, ma ogni volta che lui annoverava quella storia, il suo volto si faceva triste e le lacrime piene scendevano dal suo volto.Lui che è stato a sua volta un minatore del Belgio, lui che pregava Dio ogni mattina per uscire vivo da quel buco per rivedere il cielo, la luce e la sua famiglia. Lui sentiva forte il dolore di quella tragedia, lui che come tanti altri italiani aveva lasciato la sua terra per emigrare in Belgio per cercare un futuro migliore per sé e per I suoi cari. Lui ce l’ha fatta, altri purtroppo no. E lui capiva il valore del sacrificio di quegli uomini per la propria famiglia e sentiva sulla sua pelle tutto il dolore di tante famiglie che a Marcinelle avevano perso il loro riferimento, il loro papà, il loro marito. Grazie al mio caro papà e a tutti i minatori per il grande amore e per tutti i sacrifici che hanno fatto per noi. Sono orgogliosa di voi. Ovunque voi siate, sarete per sempre la nostra luce.

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