Buona serata amici cari, certamente avrete sentito tutti parlare di Christa Pike, la cinquantenne americana sopravvissuta a ben due iniezioni letali e nel braccio della morte in un carcere del Tennessee da quando ne aveva diciotto. La suprema Corte ha dato il via libera all’esecuzione capitale della donna, accusata di un efferato omicidio commesso in giovane età con la complicità di due amici che non hanno subito la sua stessa sorte. Pare che l’omicidio sia stato commesso nei confronti di una ragazza presunta rivale in amore della Pike, cui sembra volesse “soffiare” il ragazzo di cui si era innamorata. Le informazioni che ho raccolto in rete raccontano della protagonista vittima di stupro e violenze in giovane età e con un delicato equilibrio psichico, talmente labile per fare si che passasse diverso tempo prima che la Pike si rendesse effettivamente conto della gravità dell’azione commessa.Sembra che diverso tempo dopo il fatto, la donna abbia preso coscienza del suo atto e chiesto scusa alla famiglia della vittima
Mercoledì le sono state praticate due iniezioni di Fenobarbital, un farmaco letale usato per le sentenze capitali. Pare che la donna fosse affetta da un problema vascolare che ha determinato la rottura delle vene e questa sarebbe la ragione della sua sopravvivenza alla somministrazione dei farmaci. Ora, dopo l’ordine di sospensione dell’esecuzione, la donna si trova ricoverata in un ospedale in gravi condizioni, intubata ed in terapia intensiva. Avrebbe, secondo I media, riportato gravi danni cerebrali. La famiglia e i suoi avvocati sono in attesa di conoscere la sua sorte, sia dal punto di vista medico che dal punto di vista legale . Una vicenda triste, che ci fa riflettere sulla pena di morte, un atto barbaro ancora oggi perpetrato in alcune parti del mondo. Non credo che ciò sia ancora ammesso e possibile in una società civile, al di là di gravi reati commessi, per i quali è d’obbligo impartire una pena esemplare che però non contempli la morte dell’individuo reo, bensì di un suo recupero ed accompagnamento al pentimento ed alla consapevolezza.

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